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Tratto da il quotidiano "La Nazione". L'autore
è Roberto Baldi
Chi non ha moglie non sa cosa
siano le doglie
E' una calunnia ormai parlare di sesso debole per la
donna. Son diventate protagoniste, dopo essersi accorte
che non eravamo stupidi come pensavano loro, ma che
forse lo siamo di più... Nell'elaborazione delle liste
per le elezioni hanno ottenuto posti riservati in campo
nazionale e anche qui a Prato. E' finito il tempo in
cui quel tale la picchiava sì con un fiore, ma sceglieva
la rosa: per via delle spine. Sono diminuiti soltanto
i matrimoni in Prato: i preti si consolano ancora di
non essere sposati perché ascoltano le confessioni delle
mogli; si afferma sempre più la convinzione che bigamia
è avere una donna di troppo e monogamia lo stesso, imitatori
di quel tale che sulla tomba della moglie fece scrivere:
"qui giace mia moglie e qui lasciatela giacere; ora
riposa in pace; e riposo anch'io". |
| I' nulla fa bono agli occhi
Non c'era nessun attestato di merito finora al dipendente
che si comportava meglio degli altri. Gli davano uno
scappellotto e gli promettevano "farai strada". Come
dissero a quel tale che fu assunto all'Anas per bitumare
le vie... Ora c'è l'incentivo al dipendente pubblico
ed anche al privato: alla S. Giovanni di Paolo Moscatelli
danno un premio a chi non commette errori. Bravo Moscatelli:
ne trae vantaggio il dipendente, ma anche la qualità.
Come dire: se l'operaio non si lagna, il prodotto ne
guadagna. |
| Chiamare a picche, rispondere
a cuori Linguaggio mutuato dal gioco delle carte
e riferibile a questo periodo preelettorale, in cui
cominciano le incomprensioni politiche a tutti i livelli.
Non s'intendono più nemmeno sull'orario di apertura
dei giardini. Fanno l'effetto di quei carabinieri in
guerra in Asia, che mandano il fonogramma al comando:
«Abbiamo problemi con i monsoni»: Risposta: «Allora
sterminateli». Altro fonogramma: «Ma i monsoni sono
vènti». Altra risposta: «Fossero anche duecento, ammazzateli
tutti». |
| Son pidocchi rinvenui Si
è detto a lungo di noi pratesi cenciaioli, universali,
ignoranti celebri che hanno difeso la loro ignoranza
come madre della felicità. Gente che sbagliava le etnie
per i popoli alle falde dell'Etna; gente che faceva
errori di grammatica anche quando pensava. Abbiamo partorito
a fatica un Sem Benelli e un Malaparte. Imperava il
telaio onnipotente. Poi c'è stato il Metastasio, la
provincia con i burocrati «mezzemaniche» che scrivono
e leggono; la libreria di Alessandro dori, industriale
illuminato che è diventato il Robin Hood della cultura:
ruba ai colti per dare agli ignoranti. Nel salotto culturale
del Corso oggi vedi mezza Prato. S'è intorbato l'Arno,
ha acque chiare il Bisenzio. Culturalmente parlando.
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| In dove va la nave va anche
il navicello Come dire: se n'è fatta una, se ne
può fare anche una minore. E' il caso della multisala:
è ancora in gestazione quella di Paolo Sarti, se ne
profila un'altra in via Filzi, zona Chinatown. Corrono
già i primi progetti: avrà strapuntini invece che poltrone
(dove i cinesi rischierebbero di sprofondare); i film
saranno prevalentemente... gialli (per uniformarsi al
colore degli spettatori); i possibili clienti pratesi
dovranno presentare una «tessela» (tessela e non tessera,
secondo il linguaggio cinese) con visto del responsabile
di quartiere Chinatow. |
| Come il ciuco di Serafo: gli
è pieno di guidaleschi Si dice di uno con mille
toppe, perché pieno di sbucciature, escoriazioni, malanni.
Come il Prato Calcio di questi giorni, dove gli infortunati
li trovi a tutti gli usci, al punto di pagare dazio
anche contro l'ultima in classifica. Qualcuno invita
l'allenatore Ciccio Esposito a non prendersela: la fortuna,
dopo tanti contraccolpi, dovrebbe essere dietro l'angolo,
gli dicono. Sì, ma ci sta da parecchio: vorrei sapere
quale angolo e quando lo volterà. |
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