personaggi La città | personaggi | Armando Meoni, scrittore

Armando Meoni nacque a Prato il 18 gennaio 1894. Scrittore, fu uno dei maggiori interpreti della realtà pratese del Novecento. Di modesta famiglia del rione di Porta Pistoiese, fu indirizzato dal padre, attivo sindacalista, a frequentare l’ambiente della Camera del Lavoro dove comincia ad interessarsi ai problemi della classe operaia. Giovanissimo collabora al giornale “Il lavoro” di Prato (il suo primo articolo politico “Da Clemenceau a Briand” fu pubblicato il 31 luglio 1909), al “Nuovo Giornale di Firenze” e al settimanale “La Lupa” diretto da Paolo Orano. Frequentate le scuole tecniche continua gli studi come autodidatta creandosi una solida cultura. Pur lavorando prima come “ragazzo di studio” presso un avvocato, poi come impiegato in un grande lanificio pratese e quindi come rappresnetante di commercio, non trascurò mai gli interessi politici, la vita della città e la passione per il teatro. Durante l’ultima guerra fece parte, nel periodo clandestino, del C.L.N. ed a liberazione avvenuta, militando nel partito socialista, assunse cariche politiche: vice-sindaco e assessore alla pubblica istruzione del Comune di Prato e consigliere provinciale. Per lunghi anni tenne la carica di presidente dell’Ospedale di Prato. Dopo la parentesi della prima guerra mondiale, Meoni aveva ripreso le sue collaborazioni a quotidiani e periodici quali “La Nazione”, “Il Messaggero”, “Il Resto del Carlino”, “La Nuova Antologia”. Il suo primo romanzo è "Creare" edito nel 1933 da Mondadori ed accolto favorevolmente dalla critica. Ne seguirono altri, fra i quali "La Ragazza di Fabbrica" che ebbe diverse edizioni. Nella seconda metà del Novecento, curò la pubblicazione settimanale "La Difesa" e collaborò alla rivista "Prato - Storia ed Arte".
Alla città di Prato dedicò la trilogia composta dai volumi "Prato ieri" (1971), "Prato viva" (1975) e "La mano di Prato" (1979). Armando Meoni morì il 23 novembre 1984 a Prato.


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