personaggi La città | personaggi | Giovan Battista Mazzoni

Nella storia dell’industria tessile pratese non mancano certamente figure che si distinguono per speciali contributi innovativi. Una delle più interessanti e singolari è senza dubbio quella di Giovan Battista Mazzoni, che negli anni Venti del secolo scorso promosse la meccanizzazione della filatura ed altre innovazioni, tese a colmare il ‘gap’ tecnologico che in questo campo divideva Prato dalle manifatture d’Inghilterra e di Francia. Nato il 4 febbraio 1789 in un palazzo di via dè Banchi, la strada degli antichi “cambiatori” e banchieri, il Mazzoni studiò nel Seminario Vescovile di Prato, dove ricevette una buona formazione anche letteraria. Nel 1808, si iscrisse all'Università di Pisa, conoscendovi due illustri suoi concittadini, il matematico Giovanni Pieraccioli ed il chimico e fisico Francesco Pacchiani. Ottenuti i diplomi in lettere e scienze, nel 1813, fu tra i primi 25 allievi della Scuola Normale allora istituita dall’Impero francese di cui la Toscana era parte. Per utilizzare meglio sul piano pratico gli studi tecnici di matematica e fisica decise di recarsi a Parigi nel 1815 con una modesta sovvenzione del Granduca Ferdinando III. Iscrittosi alla Sorbona frequentò la Facoltà di scienze naturali. Mentre progrediva nelle più avanzate conoscenze scientifiche, seppe anche aggiornarsi in quelle tecniche industriali che avrebbe voluto poi portare in patria. Laureatosi “con plauso” in scienze, ai primi del 1820, il giovane pratese tornò nella sua città. Il Mazzoni intuì subito le possibilità del settore tessile, purchè debitamente aggiornato. Si mise perciò subito all’opera. Presa in affitto parte dell’ex convento di Sant’Anna in Giolica ed impiantata una piccola officina, raccolti alcuni operai fabbri e falegnami, entro il 1820, potè ricostruire una di quelle filande per il cotone che si era impresso nella mente durante il soggiorno parigino. I risultati produttivi , in termini di qualità, costi e tempi, furono eccellenti, tanto che il neo imprenditore decise immediatamente di ampliare la lavorazione meccanica del filato e realizzò un impianto di filatura nell’antico molino de Gli Abatoni a Santa Lucia dove poteva far muovere le macchine con le acque del “gorone”. Le nuove lavorazioni tessili meccanizzate si diffusero così in città, nel suburbio e in Val di Bisenzio. Seguirono altri progressi tecnici; ma il passo fondamentale per la modernizzazione e per i futuri sviluppi dell’industria laniera pratese si dovette essenzialmente a Giovan Battista Mazzoni. Nella sua lunga vita operosa, Mazzoni non cessò di sperimentare, di costruire, di mettere a frutto le sue cospicue cognizioni scientifiche e tecniche. Produsse altre macchine tessili. Per esempio, costruì a Sant’Anna una fonderia di ferro poi trasferita e ampliata nell’Orfanotrofio “Magnolfi” a La Pietà. Nel 1847, realizzò per la chiesa di Sant’Anna un impianto di illuminazione a gas, uno dei primi in Toscana. C’è poi anche la figura del Mazzoni “pubblico” , impegnato come amministratore o dirigente in molte istituzioni cittadine, dalla Cassa di Risparmio all’Orfanotrofio tecnologico promosso da Gaetano Magnolfi , al Collegio Cicognini. Il 22 maggio 1848 fu eletto, per il collegio Prato-campagna, deputato al Consiglio generale del Granducato di Toscana. Dal 1851 al 1853 fu addirittura gonfaloniere del Comune di Prato e in quella veste promosse nuovi studi per la ferrovia transappenninica Prato-Bologna, quella che sarà poi la “Direttissima”. Niccolò Tommaseo nella sua “Gita a Prato “, pubblicata a Napoli nel 1834, lodò ampiamente Giovan Battista Mazzoni, per l’impegno, l’attività e la cultura.

 


indice personaggi

torna alla home-page