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Trent’anni fa, nel 1967, la critica discografica
italiana assegnò l’Oscar del Disco alla prima incisione
realizzata dall’Istituto per il Settecento Musicale
Italiano, nella categoria “musica classica”. L’Istituto
era nato l’anno prima a Prato per iniziativa dei concittadini
Luciano Bettarini, studioso, compositore, direttore
d’orchestra e Roberto Fioravanti musicologo di rara
sensibilità e competenza. Nel consiglio, i due fondatori
furono affiancati da Giuseppe Bigagli, Mario Bellandi,
Luciano Magnini, Nino Piraino e Giannino Veronesi.
Il disco inciso negli studi della Rca Italiana fece
conoscere a musicologi e discofili un prezioso inedito
di Alessandro Scarlatti, le “Sette sonate per flauto,
archi e cembalo” la cui partitura era stata riscoperta
nella biblioteca del Conservatorio di Napoli dal maestro
Luciano Bettarini. La realizzazione del Basso continuo
venne affidata al celebre flautista Severino Gazzelloni
(al cembalo lo stesso Bettarini che dirigeva il complesso
strumentale). La motivazione dell’Oscar metteva in
rilievo che il disco era stato prescelto “...per l’importanza
storica e artistica dell’opera e il raro equilibrio
discorsivo raggiunto attraverso la perfetta collaborazione
fra il solista e il complesso strumentale”. Questo
importante avvenimento nella storia artistica pratese
, ci riporta alla mente la tragica scomparsa di Roberto
Fioravanti avvenuta il 13 ottobre 1982, in un incidente
stradale.
Con Fioravanti scomparve uno degli uomini più attenti
ai fermenti della vita musicale italiana, un sicuro
punto di riferimento per quanti, operando nei vari
settori cittadini, offrirono il loro contributo alla
crescita civile e culturale di Prato. Alessandro Scarlatti,
realizzò un secondo disco, anche questo coronato da
grande successo, dedicato alle "Sonate d’intavolatura
per organo e cimbalo" del pratese Domenico Zipoli
eseguite dal celebre organista Luigi Ferdinando Tagliavini.
Presidente e più volte segretario del Rotary Club
di Prato, nonchè membro di importanti enti economici
(Cassa di Risparmio e Unione Industriale) era stato
anche consigliere dell’Azienda Autonoma di Turismo
e dell’Istituto Internazionale di Storia Economica
“Francesco Datini”. Svolse una intensa attività pubblicistica:
critico musicale de “La Nazione”, collaboratore fino
dal primo numero (aprile 1960) della rivista “Prato
- Storia e Arte” dove pubblicò a puntate la “Storia
della musica a Prato dal duecento al novecento”, poi
raccolta in un volume (della quale è uscita recentemente
una seconda edizione a cura del Rotary Club) ed altri
articoli di carattere musicale. Fu anche autore di
canzoni e di musiche per commedie toscane come “Vendemmia
e amore” su testo di Giuseppe Giagnoni. Il suo nome
è legato anche alla riapertura del teatro Metastasio
essendo stato per incarico del sindaco Roberto Giovannini
e dell’Azienda di Turismo, tra gli organizzatori della
splendida edizione del "Trovatore".
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