personaggi La città | personaggi | Il generale Giuseppe Castellano

Il generale Giuseppe Castellano, che ebbe una parte determinante nelle trattative che portarono alla firma dell’armistizio dell’ 8 settembre 1943 con gli Alleati, era nato a Prato il 12 settembre 1893, proprio nel Castello dell’Imperatore dove il padre comandava la compagnia di disciplina. Il generale, a cui la vita assegnò per caso o per ineluttabilità storiche, il compito di sottoscrivere l’atto di resa per una guerra indesiderata, ebbe una rapida e brillante carriera. Capitano d'artiglieria nella prima guerra mondiale, fu promosso generale per meriti di guerra nella campagna di Jugoslavia nel 1941 e fu, in quei tempi, il più giovane generale d’Italia; nel 1942 fu chiamato allo Stato Maggiore e l’anno dopo al Comando Supremo. Stretto collaboratore del generale Ambrosio, svolse un ruolo di primo piano nelle vicende che portarono alla caduta del regime fascista e all’armistizio. Organizzò l’arresto di Mussolini a Villa Savoia e svolse l’importante incarico di trattare la resa con gli Alleati. Successivamente fu capo della missione militare italiana presso il comando alleato del Mediterraneo in Africa, dove ebbe riconoscimenti ufficiali e dimostrazioni di simpatia da parte del generale Eisenhover. Al nome del generale Castellano è legato un atto importante della nostra storia: fu lui infatti che firmò a Cassibile presso Siracusa, il 3 settembre del 1943, l’armistizio che pose ufficialmente fine alle ostilità fra l’Italia e gli Alleati. Il protocollo ufficiale riporta in calce i nomi e i gradi di coloro che lo firmarono. Si legge: “ Per il comandante in capo delle forze alleate: generale Walter B. Smith, nato a Indianapolis il 5-10-1895. Per il capo del governo italiano: generale Giuseppe Castellano, nato a Prato il 12-9-1893 “.
Questa esperienza che Castellano ha descritto da militare e con parole molto meditate, è raccontata nel libro “ Come firmai l’armistizio di Cassibile” pubblicato da Mondadori nel 1945 e la si ritrova costante in altre sue opere come “La guerra continua” e “Roma Kaputt”, tre volumi che hanno fatto luce sugli avvenimenti che sconvolsero il Paese. La firma di Cassibile in ogni modo segnò anche la sua carriera di militare; ebbe a raccontare più volte come quella drammatica giornata si concluse con una stretta di mano, sotto una tenda, dopo che l’inchiostro delle firme era stato accuratamente asciugato. Castellano, da quel momento, restò presso l’armata alleata e assisté ai fatti tragici di quei giorni. Il generale tornò poi nell’ombra e nel 1947, giovane perchè aveva solo 54 anni, fu messo a riposo. Castellano presiedette per anni una catena di alberghi e di terme dopodiché si ritirò a vita privata dedicandosi soprattutto alla memorialistica. Il generale era molto affezionato alla sua città, dove ancora oggi vivono i suoi parenti. Detto per inciso, fu tra i primi insieme a Curzio Malaparte ad aderire al movimento per l'istituzione della Provincia di Prato. Morì a Porretta Terme il 31 luglio 1977.


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