personaggi La città | personaggi | Antonio Bruni e la prima Biblioteca Popolare Italiana

Antonio Bruni era nato a Prato nel 1843 da modesta famiglia. Studio’ legge a Pisa ma non esercito’ mai l’avvocatura perché preferì dedicarsi all’istruzione popolare. Il 1 novembre 1861 il Bruni fondava in Prato, con otto amici, la prima biblioteca popolare italiana “esempio e auspicio, come ebbe ad affermare Ruggero Nuti,alle molte che poi sorsero e fiorirono in tante parti”. In Prato infatti si realizzavano, in quel periodo, le stesse condizioni sociali dei paesi anglosassoni , favorevoli alla diffusione della cultura attraverso la circolazione del libro, intesa come sincero apostolato di fede nell’efficacia creativa dello spirito.
La storia della Biblioteca popolare moderna, alla quale quei popoli devono gran parte dell’alta qualificazione professionale e culturale dei cittadini, è nata dalle premure sollecite dell’inglese James Kirkwood, che sapeva sin dai primi del ‘700 come “le pubbliche biblioteche erano assolutamente necessarie per il progresso delle arti , delle scienze e della cultura e che sarebbero state centri di educazione morale, destinati a sottrarre molti alle perniciose abitudini del vino e del gioco ; sarebbero riuscite di grande vantaggio agli studenti, nella difficoltà, da questi incontrata, di ottenere libri...”. Ma che tali idee non fossero ancora acclimatate neppure in Inghilterra, mostrerà l’esperienza che ne fece di lì a poco, nel 1725, il poeta Allan Ramsay, il quale, per aver fondato una biblioteca circolante, fu denunciato alle autorità come propagatore di scandali e dovette affrettarsi a nascondere i suoi libri. L’opera del Bruni, saggiamente organizzata, trovò larga comprensione e appoggio presso lla stampa italiana e fra gli italiani illustri quali il Lambruschini e il Tommaseo. Una lettera di adesione e di consenso di Giuseppe Garibaldi, inviata al Bruni da Caprera, il 24 febbraio 1863, dice: “ Lo scopo cui mira codesta Società è così santo da meritare la considerazione universale ed io fo voto perchè l’esempio generoso sia presto imitato nelle altre città consorelle della Penisola, e raccomando al popolo una istituzione così proficua alla sua istruzione. Credetemi, con affetto vostro Giuseppe Garibaldi”.
L’esempio del Bruni oltre che in Italia, dette i suoi frutti anche in Francia, dove solo il 12 settembre 1862 sorse a Parigi la Società Franklin, presieduta dallo scienziato Bonssingault, per studiare iniziative locali che avessero per scopo la fondazione di biblioteche popolari. Così solo nel 1863 in Alsazia fu costituita la Società delle Biblioteche comunali dell’alto Reno, che , ad opera specialmente di Jean Dollfus, Marie di Mulhouse e di Giovanni Macè, svolse una efficace opera di propaganda. Il Ministro della Pubblica Istruzione conosciuti i suoi meriti , affidò al Bruni l’Ispettorato delle scuole a Catanzaro, Catania , Perugia, Orvieto: la reggenza dei provveditorati di Teramo e Massa Carrara e del Collegio di Assisi per i figli degli insegnanti. Fu provveditore a Lucca. Dello sviluppo della sua biblioteca e dei consensi che numerosi gli venivano dall’Italia e dall’estero, il Bruni rendeva conto nelle adunanze che la società di lettura teneva periodicamente, e negli annuari, dove illustrava gli scopi delle biblioteche popolari, riportava i giudizi della stampa, segnalava l’istituzione di nuove biblioteche, stampava lettere di consenso e teneva al corrente dell’incremento dei volumi. Fu anche scrittore di cose pedagogiche, di libri di lettura per le scuole e di manualetti scolastici. Il Bruni morì ancor giovane il 9 novembre 1891 a Campobasso dove era insegnante.


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