personaggi La città | personaggi | Tobia Bertini, cantante lirico

Nell'Ottocento, numerosi artisti lirici pratesi raggiunsero celebrità internazionale. Uno di questi, forse il più importante, fu Tobia Bertin. Tobia Bertini nacque il 26 ottobre 1856 da una famiglia artigiana di via del Carmine. Secondogenito di sei fratelli, all’Orfanotrofio Magnolfi fu avviato al mestiere di falegname. Diciottenne fu diplomato “scultore in legno” e trovò lavoro nell’affermata bottega di Carlo Ciucci. Benchè sconsigliato di tentare la carriera artistica volle studiare canto e, con grandi sacrifici, ma senza trascurare il lavoro, frequentò prima la scuola del pratese Ettore Contrucci e poi quella fiorentina dei maestri Ciaffei e Cortese. Studiò musica, imparò dizione e recitazione e incominciò a cantare al “Metastasio” nelle parti comprimarie, tra le quali si ricorda quella di “Manfretta” nell’opera “Marinella” del pratese Attilio Ciardi, rappresentata nel settembre del 1877.
Il 16 ottobre 1879 debuttò al teatro “Matteini” di Pistoia nel ruolo di Alfredo Germont in “Traviata” ed ottenne subito un entusiastico successo di critica e di pubblico. L’anno successivo cantò nella “Norma” a Firenze e nel 1880, appena ventiquattrenne, ebbe la prima scrittura all’estero con il “Mefistofele” di Arrigo Boito al Teatro Imperiale di Varsavia. La sua affermazione fu così grande che venne richiesto subito in America, dove cantò al “Colon” di Buenos Aires. Dal 1880 in poi Tobia Bertini cantò nei ruoli più disparati ed impegnativi, nei teatri più importanti in Italia e all’estero. Un episodio singolare: nel 1886 a Rio de Janeiro, il Bertini ebbe, in una rappresentazione di “Aida”, quale debuttante direttore d’orchestra il diciannovenne Arturo Toscanini. Nel 1887 ancora in “Aida”, il battesimo alla “Scala” di Milano: anche nel maggior tempio della lirica riportò un successo trionfale. In tutto l’arco della sua carriera Tobia Bertini dimostrò sempre di essere un grande tenore, un grande artista, dotato di voce meravigliosa, estesa e forte, di senso interpretativo notevolissimo, di versatilità non comune. Cantò quasi tutto il repertorio lirico e drammatico passando con estrema facilità da Bellini a Verdi o a Wagner, solo per citare solo alcuni dei grandi operisti da lui interpretati. Smise di cantare ancor giovane, agli albori del Novecento e si dedicò per qualche anno all’organizzazione teatrale che gli dette però poche soddisfazioni. Morì a Milano il 28 aprile 1936 e nel novembre dello stesso anno la sua salma fu traslata, con solenni onoranze, a Prato, ove riposa nel Cimitero della Chiesanuova.


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