Fra
il XII e il XIII secolo sorsero a Prato numerosi ospedali,
alcuni dei quali erano destinati al ricovero di malati
e di infermi, altri ai malati di lebbra, altri ancora
all'asilo di viandanti e pellegrini o ad ospitare i
bambini abbandonati. Già nel XII secolo si ha
notizia dell'esistenza dello “Spedale della Misericordia"
adibito a ricovero degli infermi e ubicato fuori Borgo
al Cornio, vicino al Bisenzio. Agli inizi del Duecento,
l'ospedale trovò una nuova sede, fuori le mura
nei pressi di Porta Fuia e, in quegli stessi anni, venne
iniziata la costruzione dell'oratorio dedicato a San
Barnaba. La struttura divenne "asilo degli innocenti
fossero essi gettatelli o neonati appartenenti a povere
famiglie incapaci a sostenere la prole" e, nel
tempo, si arricchì sempre più attraverso
donazioni o lasciti da parte di privati cittadini. La
gestione amministrativa dell'ospedale era affidata ad
un funzionario, lo "Spedalingo”, eletto direttamente
dal Comune, che risiedeva in un edificio nelle vicinanze.
Oggi l'antica costruzione non è più leggibile
in seguito ai rifacimenti del XVII e XVIII secolo.
Nel 1961, dopo alcuni restauri nella grande corsia di
degenza chiamata sala Garibaldi, venne scoperto un affresco
trecentesco raffigurante il “Giudizio Universale”. La
grande aula, completamente ristrutturata tra la fine
del Seicento e gli inizi del Settecento, aveva sulla
parete di fondo un grande altare barocco adornato di
stucchi e affreschi, al centro del quale era posta una
tela del pittore Gherardini. In occasione del ripristino
di quest'altare vennero scoperti, nell'intercapedine
fra la nuova struttura muraria e una molto più
antica (probabilmente di origine duecentesca), i resti
dell'affresco attribuito a Bonaccorso di Cino da alcuni,
a Alessio d'Andrea da altri e datato verso la metà
del Trecento, affresco oggi restaurato e conservato
presso l'attiguo palazzo degli Spedalinghi.
Nel vestibolo del palazzo si può notare un portale
decorato in marmo bianco e verde alternato, recante
una lunetta un tempo affrescata (l'affresco è
stato distaccato e restaurato). Si tratta, con ogni
probabilità del portale di ingresso dell'oratorio
dedicato a San Barnaba. Al suo interno si conservano
resti di affreschi duecenteschi. Il palazzo degli Spedalinghi
conserva il suo aspetto quattrocentesco, anche se anch'esso
venne ristrutturato nei primi decenni del Seicento.
Fra i molti spedalinghi che si sono avvicendati nella
carica di amministratori dell'ospedale va ricordato
frate Francesco di Tierri, rettore dal 1334 al 1363,
il quale commissionò un polittico a Bernardo
Daddi e uno a Giovanni da Milano, al fine di adornare
l'oratorio di San Barnaba. Queste opere, insieme a molte
altre accumulate nel tempo, sono oggi conservate nel
Museo Civico.
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