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Palazzo PretorioL'antico palazzo del Comune aveva sede in località Borgo al Cornio, cioè nelle immediate adiacenze della pieve di Santo Stefano. Verso la fine del Duecento si decise di trovare un luogo più adatto dove riunire il consiglio e dove esercitare il potere politico-giudiziario. Cosi, nell'attuale piazza del Comune. incominciarono i lavori di ristrutturazione ed ampliamento di precedenti costruzioni. Il palazzo del Popolo, con la relativa abitazione dei podestà, doveva corrispondere alla parte in laterizio rosso tutt'oggi visibile di palazzo Pretorio. L'edificio, nella parte inferiore, era fornito, probabilmente, di un porticato; nei piani superiori aveva invece piccole finestre di cui una a bifora con archi a tutto sesto, mentre le finestre, a croce, in pietra serena, che oggi vediamo sono il frutto di un intervento quattrocentesco. Nel corso del XIV secolo l'edificio subì un grande ampliamento. Sul fronte principale, a fianco della precedente costruzione in laterizio rosso, se ne aggiunse una nuova che si integrava con l'antica, in filaretto di pietra alberese.
La facciata era movimentata da finestre a bifora con archi a sesto acuto trilobati poggianti su un'elegante ed esile colonnina fornita di capitello lavorato a fogliami; una nicchia cuspidata alla maniera gotica ospitava in passato la statua del re di Napoli Roberto d'Angiò, scultura oggi dispersa. La facciata e parte del fianco si arricchirono negli anni di emblemi e insegne. Nel Cinquecento il palazzo fu restaurato in seguito ad un crollo della parte superiore dell'ala più antica, come oggi possiamo notare nell'inserto in filaretto di alberese sovrapposto al laterizio rosso. La Galleria di Palazzo Pretorio veniva inaugurata nel 1912. Roberto Papini ne curava l'ordinamento e la compilazione del catalogo. Negli anni Cinquanta Giuseppe Marchini curava il nuovo catalogo e il piano espositivo. Oggi il museo non è visitabile perché in fase di restauro. L'architetto Gae Aulenti ha eseguito il progetto di ristrutturazione del palazzo Pretorio, seguendo i più moderni criteri museografici coadiuvata dal direttore e dal conservatore del Museo Civico e da numerosi specialisti che, insieme, curano il piano espositivo e il catalogo generale delle opere.
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