Nel
viale della Repubblica, a solo un centinaio di metri
dal casello autostradale Prato Est, sorge il centro
per l'arte Contemporanea "Luigi Pecci”. Quest'ultimo
è composto dal Museo, dal Centro di Informazione
e Documentazione/Arti visive, il dipartimento Educazione
e la Sezioen Avvenimenti ed è suddiviso nelle
sale espositive, in vari spazi per esposizioni cllaterali,
laboratori didattici, centri di informazione e documentazione
( C.I.D.) con biblioteca specializzata, libreria, auditorium,
saletta conferenze, bar ristoro, anfiteatro all'aperto,
giardino per le sculture e sala espositiva della collezione
permanente. L'idea di un museo di arte contemporanea
per la città di Prato è nata da un privato,
l'imprenditore Enrico Pecci, il quale, nel desiderio
di onorare la memoria del figlio Luigi prematuramente
scomparso, ha finanziato la realizzazione di una tale
struttura. Il progetto è stato affidato all'architetto
fiorentino Italo Gamberini, di cui si ricordano tra
le altre realizzazioni la collaborazione per la Stazione
di Santa Maria Novella, gli edifici della Rai e dell'Archivio
di Stato, tutti a Firenze. Gamberini si è ispirato
per le linee essenziali dell'edificio all'architettura
mediterranea, la quale si proietta tutta verso l'interno.
Quest'ultimo, infatti, s'impernia su una corte chiusa
su tre lati dalla struttura museale e delimitata sul
quarto, dall'emiciclo di un anfiteatro all'aperto. Al
primo piano, dedicato al museo, prevale il rigore geometrico;
dieci sale quadrate formano il percorso espositivo.II
piano terra è caratterizzato da forme curvilinee
e accoglie la sezione dedicata all'educazione giovanile,
il bar, l'aula per conferenze, dibattiti e proiezioni.
L'anfiteatro fornisce il museo di uno spazio dove effettuare
spettacoli teatrali, danza, concerti, performances,
in sintonia con le nuove esigenze dell'arte contemporanea
(al riguardo è istituita una specifica "sezione
avvenimenti”). Il C.I.D., collegato alla struttura museale
attraverso un passaggio aereo coperto, non è
semplicemente una biblioteca specializzata nel settore
dell'arte contemporanea, ma vuole essere luogo di ricerca
e produzione editoriale.
La donazione al Comune di Prato, da parte della famiglia
Pecci è stata suggellata con l'inaugurazione,
avvenuta nel giugno del 1988. La gestione del centro
è affidata ad una "associazione", a
partecipazione pubblica e privata. Intenzione del museo
è quella di essere luogo privilegiato di esposizioni
temporanee di arte prodotta negli ultimi dieci anni.
La collezione permanente è stata realizzata prevalentemente
attraverso l'acquisizione di opere presenti nelle mostre
tenute dal museo, ad ulteriore memoria del curriculum
espositivo. Le sculture che possiamo ammirare negli
spazi adiacenti la struttura sono state commissionate
agli artisti in concomitanza della mostra “Europa oggi"
del giugno-ottobre 1988, ad esempio "Fontana"
di Enzo Cucchi, “Exegi Monumentum Aere Perennius"
di Anne e Patrick Poirier e il segno plastico in cemento
e ferro di Mauro Staccioli. Il Centro fornisce una programmazione
continua di mostre temporanee, a cui vengono associate
attività didattiche, incontri, pubblicazioni,
attività di documentazione e informazione e manifestazioni
in genere legate all'arte attuale. Fra le principali
rassegne, merita di essere ricordaotil Festival delle
Colline che si svolge nel mese di luglio e il concorso
Videominuto, in programma in settembre. |