monumenti la città | monumenti | Castello dell'Imperatore

castello dell'imperatoreIl 'castrum curtis' degli Alberti, insediamento fortificato e centro economico e amministrativo dei conti di Prato divenne, alla fine del XII secolo, quando la casata cedette all'Impero i propri diritti sulla terra di Prato, 'castellum imperatoris" e venne gestito dagli imperatori attraverso nunzi e legati. Nel 1192 si citava un "Palatium Imperatoris" dove due anni dopo Enrico, vescovo di Wors, risedette come nunzio imperiale. Nella prima metà del XIII secolo, l'edificio fu ampliato e trasformato. Nel 1247 è a Prato il principe Federico, re di Antiochia, figlio di Federico II di Svevia. Il castello svevo venne costruito presumibilmente in quegli anni, forse dagli stessi architetti che avevano appena portato a termine il castello imperiale pugliese, Castel del Monte. A testimoniare la continuità col complesso albertesco restarono all'interno due torri molto alte che furono cimate nel XVIII secolo (1767). Nel 1250, la morte di Federico II interruppe i lavori e, probabilmente, l'interno non fu mai portato a termine anche se, nel 1254, fu calata nella torre la campana con la punzonatura di Leonardo, figlio di Bartolomeo Pisano. I fiorentini, a più riprese, cercarono di impadronirsi del castello fino a che, nel 1350, ottenuta da Giovanna d'Angiò la giurisdizione di Prato, costruirono un collegamento coperto, il "Cassero”, tra il castello e la porta fiorentina.
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