monumenti la città | monumenti | Chiesa di San Francesco e Cappella Migliorati

Chiesa di San Francesco e Cappella MiglioratiUn documento esistente nell'archivio del convento dei francescani di Lucca fa risalire l'origine del Convento di San Francesco al 24 luglio 1228. In tale data, i registri riportano che fui venduto presso “Castrum Prati" un terreno ai francescani che già erano insediati nella città e nel 1251 il Consiglio generale del Comune dette ai frati il denaro necessario per la costruzione del tempio. Il secondo, dopo il Duomo, a venir costruito entro la cerchia delle mura, nel 1281. La struttura dell'edificio segue i dettami dell'ordine: una sola grande navata con copertura in legno a capriata (copertura poi modificata nel XVII secolo) e tre cappelle absidali con copertura a volte a crociera. La fiancata e la zona absidale sono in laterizio rosso a vista; il tutto è movimentato da lesene, sempre in laterizio rosso e da archetti pensili nella parte terminale. La facciata, a differenza del resto della chiesa, è rivestita di alberese e marmo verde a fasce orizzontali. Il rivestimento del fronte è stato èseguito in più riprese.
La policromia è rispettata anche nel portale, dove esili colonnine in alberese si alternano a riseghe a fasce bianco-verdi, motivo ripreso nell'arco falcato che ascrive una lunetta affrescata. Al centro dell'architrave del portale è ancora visibile lo stemma, in pietra serena, della famiglia dei Pugliesi, mentre ai due lati dell'architrave stesso sono poste due piccole sculture in pietra arenaria rappresentanti altrettante figure inginocchiate, probabilmente a rappresentare la famiglia benefattrice. Più tardo invece l'occhio che sormonta il portale, un tempo fornito di rosone. Già di gusto rinascimentale il timpano che fa da coronamento alla chiesa. Marchini vede nell'architetto Giuliano da Sangallo l'artefice di tale soluzione, al tempo in cui egli era a Prato per la costruzione di Santa Maria delle Carceri (1485-1494). Gurrieri, invece, ravvisa affinità stilistiche con l'architetto Michelozzo al tempo in cui egli era intento a lavorare al pulpito del Duomo, retrodatando cosi la terminazione della facciata alla prima metà del Quattrocento.
Dalla sacrestia si accede al chiostro che fu costruito nel 1439 e finanziato dal 'Ceppo', il fondo di beneficienza istituito da Marco Datini. Sono state notate, in questo interessante esempio di architettura rinascimentale, analogie con il chiostro della Badia Fiorentina e influenze della cultura architettonica di Michelozzo. Dal chiostro si giunge al Capitolo del Convento, cioè alla Cappella Migliorati, dal nome della famiglia che la fece affrescare alla fine del Trecento da Niccolò di Pietro Cerini. Il pittore dipinse sulla volta gli "Evangelisti”, sulla parete di fondo “La Crocifissione e i Santi”, sulla parete destra le “Storie di San Matteo", e su quella sinistra le “Storie di Sant'Antonio Abate”, in gran parte perdute nel 1798 per la costruzione del campanile neoclassico, lavoro eseguito da Antonio Benini.

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