Il
convento di san Domenico è il complesso monumentale
che per localizzazione e funzioni riveste la maggiore
importanza nel centro storico di Prato. L'edificio primitivo
venne eretto probabilmente a partire dal 1282 e la sua
costruzione si protrasse, con varie vicissitudini, forse
fino al 1325, sotto la direzione e la sovrintendenza
del domenicano Fra' Mazzetto, attivo tra il 1300 e il
1310. La torre campanaria si data al 1313. La facciata
medievale della chiesa fu rivestita solo nella parte
inferiore in alberese e marmo verde di Prato, mentre
la parte superiore è in semplice cotto, con un
contrasto cromatico di indubbia efficacia; sulla fiancata
si affaccia un grande portale che, secondo la testimonianza
del Vasari, si fa risalire a Giovanni Pisano. Sopra
i portali della chiesa sono visibili due stemmi sormontati
dal galero cardinalizio, ad indicare la fondamentale
opera di committenza del cardinale Niccolò Albertini,
grazie al lascito testamentario del quale la chiesa
fu costruita. In contrasto con l'esterno medievale è
la struttura interna seicentesca, in cui l'ampia navata
è scandita da dieci grandi altari a edicola inquadrati
da nicchie con volta a botte. Notevoli sono la cantoria
barocca in legno laccato e dorato e la soprastante mostra
dell'organo, con grandi angeli dorati. Tra le opere
d'arte conservate un Crocifisso del XIV secolo, un'Annunciazione
di Matteo Rosselli (1578-1650), uno dei maggiori artisti
alla corte del Granduca e le decorazioni delle cappelle.
Al pieno Quattrocento risale l'ampliamento dell'annesso
convento con la costruzione (1478-80) del bel chiostro
rinascimentale, caratterizzato da eleganti colonne ioniche
con le armi del Datini che comprovano l'intervento finanziario
dell'istituzione del Ceppo.
Nel
lato est del chiostro, accanto alla chiesa, la Sagrestia
risulta la più antica come fondazione, per la
presenza di un affresco trecentesco tuttora conservato
che mostra un crocifisso con ai piedi San Ludovico di
Tolosa e il cardinale Albertini orante. Ai primi del
Quattrocento risale invece la Sala del Capitolo, decorata
da affreschi coevi con le Storie di San Domenico. A
sud erano situate tutte le officine, Infermeria compresa.
Dal chiostro si accede al Museo di Pittura Murale, oggi
dedicato alla mostra permanente dei Tesori della città.
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