monumenti la città | monumenti | Basilica di Santa Maria delle Carceri

Basilica di Santa Maria delle Carceri'La basilica di Santa Maria delle Carceri è stata costruita dai fedeli che volevano manifestare la loro devozione alla Madonna apparsa nel luogo in cui furono poste le fondamenta dell'edificio. Si tramanda che il 6 luglio 1484 l'immagine della Madonna con in braccio il bambino affrescata sul muro delle carceri, che ospitavano debitori e "dementi”, se ne distaccasse per prendere corpo e vita. A imperitura memoria di questo evento miracoloso, fu deciso di costruire un oratorio il cui progetto fu affidato in un primo momento all'architetto Giuliano da Maiano. Ben presto, a Giuliano da Maiano subentrò Giuliano da Sangallo, architetto imposto dallo stesso Lorenzo il Magnifico. Il Sangallo, una volta ultimata la villa di Poggio a Caiano per il Magnifico, nel 1485 prese la direzione dei lavori per la costruzione di Santa Maria delle Carceri. Direzione che manterrà sino al 1494. La forma della chiesa è a croce greca, cioè con i due bracci della stessa lunghezza. Giuliano da Sangallo scelse il cosiddetto sistema centrale adottato in genere per i battisteri, a scapito del più usuale sistema basilicale. Questa scelta non fu dettata da un capriccio, ma rientrava nel pensiero e nel gusto dell'architettura del Rinascimento. La pianta centrale sembrava esprimere perfettamente l'ideale dell'universo umanistico: centralizzante e calcolabile secondo leggi matematiche. Sempre secondo le teorie del tempo, nella costruzione sono privilegiate forme geometriche come il quadrato, il cerchio e il cubo. Su esempio del Brunelleschi e dell'Alberti, il Sangallo volle gli interni privi di decorazione a affreschi. La struttura muraría venne cosi ricoperta di intonaco e gli elementi strutturali furono evidenziati con l'inserimento di pietra serena. Tutto dovrà contribuire ad esaltare l'articolazione spaziale dell'edificio. All'incrocio dei bracci, su quattro pennacchi, venne posta una cupola semicircolare poggiante su un tamburo balconato e sormontata da lanterna. L'interno della cupola fu ripartito in dodici spicchi, come dodici sono gli oculi. Andrea della Robbia decorò i vocaboli architettonici. I tondi in terracotta invetriata rappresentanti i quattro evangelisti che sono posti nei quattro pennacchi sono datati 1491. Il Sangallo sarà ancora a Prato nel 1508 per mettere a punto il modello dell'altare maggiore realizzato nel 1515. La decorazione marmorea esterna rimarrà incompiuta. Il completamente di una parte avvenne solo alla fine dell'Ottocento per opera di Fortunato Rocchi e Giuseppe Bacci. Cosi come il pavimento interno si deve alla felice interpretazione, datata 1826, di Giuseppe Valentini.

indice monumenti


torna alla home-page