cucina prodotti tipici | cucina | L'olio


Varietà coltivate in Toscana.

Le più usate sono:

frantoio, leccino, moraiolo, pendolino.

Fattore determinante per la qualità di un olio è l’acidità che non deve essere superiore all’ uno per cento.

I migliori registrano un tasso di acidità che va dallo 0,2 allo 0,5 per cento, hanno trasparenza verde oro e sapore orposo, il loro aroma è di mandorla e profumi erbacei che ricordano la mela acerba, il carciofo o il peperone.



Usi inconsueti

Ippocrate, padre della medicina, consigliava il succo di olive fresche per curare i malati di mente.
Un tempo con l'olio si lenivano le punture delle ortiche e si facevano massaggi per il mal di testa.
Fino a pochi decenni fa, l'olio era considerato il miglior rimedio anche per la pelle arrossata dal freddo. In questo caso si usava mettere sulla parte arrossata dell’olio sbattuto con acqua e montato finchè non diventava spumoso.
Oggi come ieri, l'olio è’ usato per togliere le spine dalla pelle, per curare il mal di pancia (si diceva ‘medicare i bachi’) o come rimedio contro l’otite. Masticare una foglia di olivo fa bene alle gengive e mantiene i denti bianch. Il decotto di foglie di oliva fa abbassare la pressione.
Greci e Romani, per secoli, non hanno conosciuto altra crema di bellezza se non l’olio, che compare ancora in molti preparati cosmetici.
L'olio, vera panacea del passato, veniva utilizzato perfino per ‘medicare’ il malocchio.

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